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La prova sclerometrica costituisce un metodo d’indagine non distruttivo in grado di fornire informazioni sulla qualità del calcestruzzo, misurando la capacità del materiale di resistere alla penetrazione. Il metodo è utilizzato per stimare la resistenza cubica a compressione del conglomerato testato, indagare il grado di omogeneità delle proprietà meccaniche, delineare zone o aree di scarsa qualità o degradate, non essendo tuttavia la metodologia intesa come sostitutiva della prova a compressione su provini di calcestruzzo.
Lo sclerometro è costituito da un corpo cilindrico munito di un’asta che fuoriesce da un’estremità dell’involucro ed è caricata da una molla. L’asta è premuta sulla superficie da testare fino a raggiungere il limite della sua corsa. A questo punto una massa interna, guidata da una molla, colpisce la ghiera fissata rigidamente all’asta, che a sua volta, è a contatto della superficie in prova. La massa dopo aver battuto sull’asta, rimbalza ad una certa altezza ed è mostrata da un indice posto su una scala graduata. L’altezza di rimbalzo risulta proporzionale alla durezza superficiale del calcestruzzo (il legame tra durezza e resistenza ha natura puramente empirica e di tipo probabilistico).
Normativa di riferimento: UNI EN 12504-2/2012.

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