8d0ba600-6424-46a7-9427-04b7ab4398b1.jpeg

© 2021 Servizi di Ingegneria Integrata Voci Paone S.r.l.

STUDIO DI VULNERABILITA' SISMICA DI UN EDIFICIO ADIBITO A CIVILE ABITAZIONE

 

Il fabbricato oggetto di intervento, ubicato nel Comune di Montepaone (CZ) in una zona residenziale turistica, si compone di una copertura a falde e quattro piani fuori terra di cui, il piano terra destinato a posti macchina e i rimanenti a civile abitazione caratterizzati, a loro volta, da n. 4 appartamenti per piano. L’edificio presenta una struttura intelaiata in cemento armato in buono stato di conservazione ed altresì una tamponatura di chiusura delle maglie esterne del tipo a cassa vuota intonacata esternamente con malta di cemento finita con rivestimenti plastici colorati. Complessivamente l’edificio non manifesta quadri fessurativi rilevanti dal punto di vista strutturale trattandosi per lo più di fessurazioni indotte da problematiche di tipo tecnologico dovute ad una scarsa manutenzione nel tempo.

 

Sulla scorta di quanto indicato nel paragrafo 7.2.1 del D.M. 17/01/2018 indicante le caratteristiche generali delle costruzioni ed in particolare i requisiti di regolarità, l’edificio oggetto di intervento risulta possibile caratterizzarsi come una struttura deformabile torsionalmente, irregolare in pianta e in elevazione. Per raggiungere un’adeguata conoscenza delle caratteristiche dei materiali e del loro degrado, secondo quanto contemplato nel paragrafo 8.5.3 del D.M. 17/01/2018 “Caratterizzazione meccanica dei materiali”, si è fatto riferimento alla documentazione disponibile, alle verifiche visive in situ e ad indagini sperimentali motivate per tipo e quantità, in modo da individuare il “livello di conoscenza” e quindi il “fattore di confidenza” da utilizzare nelle verifiche di sicurezza.

 

Sulla base di ciò, acquisiti i documenti di progetto ed effettuata un’operazione di rilievo visivo si è andati a verificare, in primo luogo, la corrispondenza tra l’effettiva geometria della struttura e i disegni originali, constatando che le dimensioni delle strutture esaminate risultassero conformi alle prescrizioni del calcolo e dei disegni di progetto. In seguito, essendo sprovvisti dei disegni esecutivi dai quali desumere le armature effettivamente presenti si è tenuto conto di un’opportuna percentuale di elementi strutturali primari da investigare per ciascuna tipologia di elemento (travi, pilastri e pareti) in base al livello di conoscenza da raggiungere, come suggerito in Tabella C8.5.V, rivisitandone, però, la quantità e la disposizione di armatura da indagare in base a quanto indicato nelle note esplicative alla Tabella sopra riportata. Data, infatti, la ripetitività degli elementi per uguale geometria e ruolo nello schema strutturale, si è ritenuto opportuno operare mediante l’esecuzione di un apposito numero di indagini specialistiche strutturali (pacometriche e termografiche), con le quali rilevare in maniera non distruttiva, la presenza, la direzione e il diametro delle barre di armatura all’interno degli elementi in calcestruzzo armato, estendendo, così, ad una più ampia percentuale di elementi, i controlli effettuati su alcuni degli elementi investigati. Ai fini, poi, della caratterizzazione meccanica dei materiali sono state condotte sia prove di tipo non distruttivo, con le quali è stato possibile verificare l’omogeneità dei materiali e quindi definire i punti in cui prelevare i campioni significativi dei vari elementi costituenti l’opera, che semi-distruttivo e distruttivo con cui stimarne i relativi parametri di resistenza, prodotte dal tecnico incaricato del laboratorio prove e sperimentazioni. 

 

Effettuato dunque il prelievo del numero di carote prefissato ed eseguita sulle stesse la prova di compressione secondo le procedure previste dalla normativa, si è andati a determinare il valore caratteristico della resistenza strutturale cubica in situ Rck,is, in accordo con quanto indicato nelle Linee Guida per la valutazione delle caratteristiche del calcestruzzo in opera elaborate e pubblicate dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, edizione 2017, nonché secondo quanto previsto nella norma UNI EN 13791:2008 (§§ 7.3.2 e 7.3.3), in modo da tener conto del fatto che la resistenza determinata con i provini estratti per carotaggio fcarota risultasse inferiore a quella determinata con i provini preparati nel corso della messa in opera del calcestruzzo, costipati e maturati in condizioni standard Rc (resistenza potenziale cubica) a causa delle modalità di posa in opera e di compattazione, della maturazione e dell’effetto del prelievo della carota dal momento che la superficie di carico della carota si troverebbe a contenere frazioni di aggregato “tagliato” non interamente reagenti alla sollecitazione di carico e che andrebbero a contribuire, “per adesione”, alla capacità di resistenza della carota e quindi in misura ridotta rispetto a quelle di aggregati perfettamente inglobati nell’equivalente campione cilindrico.

 

Sulla base di ciò si è andati dunque ad effettuare una stima formulata sulla scorta di coefficienti correttivi atti a compensare l’effetto di confinamento, introducendo un fattore moltiplicativo della resistenza ottenuta dalla prova fcarota, noto come Fattore di Disturbo Fd il cui valore decresce all’aumentare della resistenza fcarota rilevata sulla specifica carota. Valutato, quindi, tale parametro e moltiplicato per la resistenza ottenuta dalla prova fcarota, è stato dunque possibile pervenire al valore della resistenza strutturale cubica in situ Rc,is e della resistenza strutturale cilindrica in situ fc,is. Una volta eseguito ciò si è andati infine a valutare il valore della resistenza caratteristica strutturale cubica in situ Rck,is in accordo a quanto contenuto nella norma UNI EN 13791:2008 (§§ 7.3.2 e 7.3.3) in funzione della effettiva numerosità dei campioni prelevati, in modo da verificare successivamente se il valore della predetta resistenza risultasse superiore all’85 % della resistenza caratteristica assunta in fase di progetto Rck.

 

Tale protocollo procedurale ha reso dunque possibile il raggiungimento di un livello di conoscenza LC2, in funzione del quale si è potuto adottare un valore del fattore di confidenza, da applicare alle proprietà meccaniche dei materiali utilizzati nelle verifiche di sicurezza, pari 1,20, nonché adoperare come metodologia di analisi una dinamica lineare con cui ottenere la classe di rischio sismico corrispondente alla valutazione della sicurezza del fabbricato in esame, di cui si riportano i principali risultati: classe sismica G con IS-V = 0.00% e PAM = 0.00%.

 

Committente: Privato.

Servizio offerto: Vulnerabilità Sismica.

 

CLASSIFICAZIONE RISCHIO SISMICO 

338ad502-2d96-465e-814f-8e423cc4f6af

 

MODELLO STRUTTURALE 

654fa8f7-71d1-4b3d-9173-a8b975bdc18e.jpeg
de394d29-fdc3-4a9a-baa2-f3dda34b6189.jpeg

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA 

60763859-f450-46fc-92fe-885403e25445

© 2021 Servizi di Ingegneria Integrata Voci Paone S.r.l.